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Il Natale è questione di organizzazione

3 Novembre 2022
Il Natale è in agguato

Il Natale è questione di organizzazione. Quindi per me si risolve con un TIMBALLO.

Questo è un breve post dove vi racconto il mio Natale da adulta. Era bello essere dalla parte dei bambini, vivere solo la magia dell’atmosfera Natalizia, senza pensieri e senza obblighi? Ovvio che lo era. Ed anche se parte della magia si spezzò presto, ho continuato ad amare questa festa e la coltre densa di emozioni agli antipodi che stende sulle nostre vite per il tempo in cui le attraversa. Certo mentre le attraversa spesso ti asfalta con poco garbo. Non posso negarlo. Per la maggior parte dei miei affetti il Natale è un periodo difficile. Lo vivevano così anche la maggior parte dei miei clienti al banco della farmacia. Io sono tra i fortunati che se ne riescono a bere la bellezza. Spesso questo bere è letterale. Ho dei modi per farlo: lo organizzo con larghissimo anticipo, non me ne importa niente dei giudizi altrui, a dicembre (già novembre) la mia cantina è ben fornita.

Pensare al menù a settembre

E quest’anno sono in ritardo devo ammetterlo. Ma io non sono una cuoca e neanche un’amante della cucina. Quando mi trovo (raramente) ai fornelli per più persone mi prende proprio un’ansia vera, tangibile ed anche concretamente realistica. Nella realtà sono maestra della cottura dell’hamburger e dell’apertura della busta d’insalata, quindi effettivamente sentirsi un pochetto inadeguate alla situazione ci sta. Con consapevolezza, mi preparo anzitempo, celebrando in questo periodo più che mai il mio amore per le liste.

Compilo tre liste: la lista delle “proposte” culinarie e la lista della spesa che vanno a braccetto e la terza lista delle “idee per la tavola”, pressocché irrealizzabili da me e dalla mia mancanza di pazienza, che subito, sempre con presenza di spirito, mai abbattimento, diventa “lista apparecchiata fattibile”. Fin qui è tutto chiaro. Il mio menù di Natale, ed in generale di qualsiasi festa o tavolata sopra i tre commensali, prevede sempre UN TIMBALLO.

Perché cucinare un timballo a Natale

Il motivo è solo uno: congelarlo un mese prima. Col timballo passa la paura. Perché pensi che tutte le nonne facessero il timballo? Perché è uno sciacqua-cervello e previeni-ansia. Ti “abbotti” di timballo, bevi molto per mandarlo giù e sazi le pance più ostinate a riempirsi. Uno a zero per te. In alternativa vanno bene i cannelloni e le crepes ma, diciamolo, il timballo è meno sbattimento. Alla vigilia ripieni vegetariani e/o di pesce e a Natale la carne. Non sto qui ad indicarvi il menù perché è troppo noioso anche da scrivere, ma poi da che pulpito? Sto qui perché alla base delle mie scelte culinarie e di mise en place vi è un atteggiamento che mi sforzo di coltivare ogni giorno e non solo a Natale. Si chiama “SFANCULARE”. Potrei scriverci un libro di quanto io sia capace in questo mestiere nascosto ai più. E di questo, caro il mio dolce fiore sensibile al parentado tutto, dobbiamo parlare. Ci si deve immunizzare dal giudizio altrui.

Il Natale è solo una goccia

Arrivano i post ironici sui count down a Natale e giù tutti ad ingurgitare anti acidi e tisane rilassanti. La verità è che le feste sono il motivo per cui beviamo. Negarlo sarebbe ipocrita. Secoli di veleni familiari che riemergono con astio di fronte al tuo timballo. Non è per tutti così, ma per molti sì.

I discorsi stanno a zero devi scegliere bene il vino: e bada deve piacere a te che subisci, perché l’intento è proprio che sia tu a stare bene. Quando crei un ambiente accogliente e rilassato, aggiungendo qualche candela, un segna posto che funga da piccolo dono per l’ospite e tutti si rilassano amabilmente con un bel calice di prosecco, nulla può andare storto. Ad ottobre dovrebbe cominciare la lettura di libri sulla presenza di spirito e sul controllo delle emozioni. A cui si potrebbe aggiungere un corso di recitazione, che torna sempre utile nella vita.

Il Natale è una goccia nell’oceano delle emozioni e per gestirlo al meglio bisogna programmare anche le attività accessorie, sempre laddove la compagnia non sia ottimale, bisogna aver programmato gli argomenti da evitare e le alzate da tavola strategiche.

A Natale controllare è imperativo’?

Non facciamoci del male con le nostre mani. Pensiamo al Natale come ad un pomeriggio insieme ad un gruppo di bambini. Non accoglieresti mai in casa tua un numero imprecisato di infanti senza avergli organizzato dei giochi, delle attività guidate e delle merende. Cosa ti fa pensare che il Natale sia diverso e che non occorra pianificarlo sotto questi punti di vista?

Il protocollo non solo reale

Se i reali prevedono un protocollo di comportamento per ogni cosa ci sarà un motivo. Loro sanno che nei giorni delle feste più che nella vita di tutti i giorni, le emozioni vanno tenute sotto controllo, affinché non ci si ferisca con oggetti contundenti, nel più pittoresco dei casi, o con parole al vetriolo, nella versione edulcorata.

Piccoli accorgimenti che il buon galateo va predicando invano da tanto e tanto tempo.

  • Non si deve parlare di politica
  • Devi isolare a tavola il parente molesto e provocatore e tenerlo impegnato in una conversazione il più possibile neutra, non fornirgli assist pericolosi, nessun appiglio a conversazioni per lui succose.
  • Non si deve rimanere troppo tempo inattivi a tavola e bisogna dirigere la conversazione, dargli una direzione, essere pronti a cogliere il momento in cui la si deve spostare su altri argomenti.
  • Gli argomenti devono essere leggeri e gradevoli, evitare di toccare gli altrui punti sensibili, argomenti che sappiamo possano scatenare la pericolosa uscita di fantasmi e scheletri dagli armadi che tutti tengono ben chiusi tutto l’anno e che tu avrai premura di non aprire proprio a Natale. Perché altrimenti ti dai la mazza sui piedi.
  • No all’inattività. Se hai la casa piccola dovrai comunque farli muovere. Non è che deve diventare una lezione di zumba ma sorseggiare e stuzzicare, poppando come dei bambini in cerca della pace interiore, in vari punti di casa, come se stesse ad un vernissage, farà movimentare la situazione.
  • MOVIMENTATE LA SITUAZIONE. Rendete complicato il sostare troppo su un argomento.

Cosa non deve mancare a Natale

Il vino lo abbiamo detto. E già mi sento di essere stata abbastanza esaustiva. Scherzi a parte. Non deve mancare la pianificazione prima e durante. Quella prima vi consentirà di non andare fuori di testa per correre dietro a tutte le mille cavolate che vengono in mente, proprio all’ultimo momento, a tutti. Dicasi: Un bel segnaposto, il biglietto di zia, il regalo del terzo marito di mia cugina, il figlio nato da due mesi che non è stato considerato nella lista regali, il dolcetto per il cane, (che poi è l’unico che se lo merita) e così via sfumando verso l’esaurimento. Perché poi è un vortice, un addensamento di pensieri nebuloso e confuso destinato a coprire ogni gioia.

Invece da oggi, comincia lucidamente a preparare il tuo timballo, controlla la tovaglia, conta piatti e posate, aggiungi due candele e con dovizia fai il posto alla bottiglia di vino. Come a risico assegna i posti a tavola, sii stratega per non cadere in battaglia, il Natale è solo strategia. Durante non mollare il colpo, assegna medaglie al familiare che ti aiuterà a portare il risultato a casa. Il timballo, mi raccomando, bello carico, che di leggero vogliamo solo l’atmosfera. Enjoy your Christmas.

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