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Storie di persone e libri

La Pazienza

4 Ottobre 2020
La-Pazienza

Parlerò della pazienza. Diversi anni fa scrissi questa citazione nel mio taccuino di inglese

“Patience is not the ability to wait but the ability to keep a good attitude while waiting”. Joyce Meyer

Cosa stavo aspettando con Pazienza

Cosa stavo aspettando? Stavo aspettando un figlio, non solo io anche mio marito. Aspettavamo pieni di speranza e progetti nella testa, aspettavamo dopo tanti fallimenti che quella si rivelasse la strada giusta. Mi viene un bel nodo alla gola se ci penso perchè “quel figlio” non arrivò mai.E fu dolore. 

Il taccuino di inglese

Perché avessi un taccuino di inglese ve lo spiego subito. Stavamo facendo un corso di lingua intensivo, perché dopo che il mio corpo aveva mostrato più volte di non essere in grado di portare avanti una gravidanza né naturalmente né assistito dalla scienza, io e Ric avevamo deciso di adottare. Questa strada da subito ci diede nuovo slancio, ci sentivamo vivi e decisi, niente sembrava scoraggiarci, come del resto nulla ci scoraggia mai più del dovuto, né le lungaggini burocratiche, né i test psichiatrici, né lo scanner a cui veniva sottoposta la tua vita privata niente poteva fermare la nostra voglia di diventare genitori.

Preparativi per il Kenya

Preparammo con molta pazienza un faldone pieno zeppo di foto della famiglia e degli amici, lettere di preti e sindaci, documenti di ogni genere, passammo pomeriggi negli uffici pubblici con i funzionari che si appassionavano alla nostra storia, che volevano aiutarci a farcela.. perché le persone sanno essere speciali quando vogliono. Scegliemmo il Kenya e ci rendemmo disponibili per una coppia di fratelli.. tutti ci sostenevano, tutti preparavano i documenti per venirci a trovare, tutti ci chiedevano “quanto manca?”… in Kenya, una volta abbinati ai bambini saremmo dovuti rimanere 6 mesi se ci avesse detto bene e vivere in un paese dove la lingua ufficiale è l’inglese.. a lavoro si erano tutti organizzati per noi. heart

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La porta in faccia

Eravamo 13 coppie che, passati due anni, attendevano fiduciose l’abbinamento (così si chiama) col bambino …ma qualcosa non andava, nessuno ci chiamava, molti cominciavano a perderla la pazienza, il governo Keniota già instabile stava vacillando .. finché, e ve lo dico di nuovo col cuore in gola, tornai a casa da lavoro e trovai Riccardo al computer immobile, bianco in volto.. una frase ” il Kenya ha chiuso per 4 anni le adozioni”.

Il crollo

Ho pianto tanto, ho pianto più che per gli aborti, forse perché, nella mia testa, in questo contesto, il mio corpo non avrebbe potuto intralciare il mio desiderio di essere mamma, non avevo preso in considerazione che anche l’adozione mi potesse andare male. Nulla valse che in 13 coppie ci presentammo al Consiglio dei Ministri, che interpellammo ambasciatori e non ricordo manco più chi. Era finita.. era finita la pazienza, dopo sette anni, come il film “sette anni in tibet”, veniva meno. 

Desideri infranti

Eravamo 13 coppie distrutte, alcune non avevano più i soldi per poter ricominciare un nuovo iter adottivo, difatti quella era stata la loro unica possibilità, noi eravamo tra i fortunati che potevano ricominciarne un’altro. Erano anni che ero attenta a non rimanere incinta, per due motivi: li perdevo tutti in poco tempo (e non è bello ve lo assicuro) e poi l’adozione viene bloccata in caso di gravidanza, figuriamoci se avessi permesso che si bloccasse per la totale incertezza e precarietà della mia natura.

Mai mollare

Iniziammo un nuovo iter in Cina, fu molto rapido, la cina era un paese più efficiente, o semplicemente imparai più tardi, che nelle adozioni si deve seguire il trend del paese che in quel momento è il più favorito burocraticamente. Era quasi Natale, lo avevamo immaginato in Africa, con nostro figlio tra le braccia. Comunicammo a tutti che per Natale non ci saremmo stati, partimmo per Amsterdam, per stare soli, per leccarci le ferite lontano dagli occhi di tutti per ritrovare la pazienza di aspettare con positività.

Epilogo inaspettato

Furono giorni strani, sorridemmo abbastanza, ci ricaricammo per il nostro bambino non più di cioccolata ma dagli occhi a mandorla.Tornammo per capodanno. Passarono delle settimane. Una sera davanti al computer con due tette che non avevo mai avuto (e non ho più) Ric mi disse che era meglio facessi un test di gravidanza.. io non volevo perché sapevo che se fosse stato positivo mi sarei dovuta preparare all’euforia, che cercavo sempre di trattenere, che quelle due lineette rosa sanno dare, gioia confusa tra un rimestarsi di sensazioni contrastanti figlie della testa e degli ormoni, tu le vedi e sei subito mamma, ma io no. Io dovevo trattenermi, per me era, avevo imparato sulla mia pellaccia dura, una sensazione caduca, destinata a durare un niente.

La paura di perdere tutto

 Lo feci e mi misi al pc…in quel momento arrivò una mail che annunciava che i nostri documenti per la Cina erano stati approvati, eravamo idonei per “fare i genitori”… primo step superato, per l’abbinamento un altro anno. Mi voltai a guardare . Ero incinta. Buttai il test addosso al muro e rimanemmo muti per un ora. Erano passati 7 anni dai primi tentativi, dalle cure, dall’adozione, erano passati sette anni ed ora davanti a noi il famoso bivio, due strade aperte tutte e due positive ma c’era da fare una odiosa scelta.

La scelta

Cosi ci consigliò la referente delle adozioni “non dite niente per i primi tre mesi e se va dovrete interrompere l’adozione”…. Adesso per chi non c’è passato la scelta sembra semplice, ma vi dico solo questo: chi è pronto ad adottare è genitore al cubo, perché il figlio che non accogli nella pancia lo accogli nella testa, e sta lì e lo ami esattamente come quello nella pancia.

La nuova pazienza

Ho avuto molta paura, avrei vissuto i primi mesi di gravidanza con un’ecografo attaccato se avessi potuto, se avessi potuto sarei partita per la Cina con la pancia, ma non te lo fanno fare, non ti congelano la pratica, è tutto molto cavilloso e complicato. Unica consolazione né in Kenya né in Cina eravamo arrivati all’abbinamento con un bimbo, come invece accade dolorosamente e spesso a molte coppie.

Nell’adozione come nella gravidanza per me c’era questa triste dicotomia: “tutto partiva e lasciava sperare e tutto si interrompeva lasciando vuoti enormi”. Giuliana però arrivò heart lei è il mio sogno che cammina.

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Conclusione

Eccomi qui, domani faccio 40 anni e la mia vita è stata un bel romanzo pieno di colpi di scena, io non ne vorrei più di colpi scena ma so bene che bisogna essere pronti a tutto… nel giorno del mio quarantesimo compleanno sono io a voler fare a voi degli auguri speciali, sono io che mi sono sentita di condividere con voi una delle parti più rilevanti della mia vita, una delle parti più formative e sicuramente dal peso importante sia nella definizione di me stessa come donna ( ragazza preferireiwink) sia nel consolidamento della coppia che siamo io e Ric. Voglio augurarvi di avere PAZIENZA, di averne nelle tasche in forma di piccole caramelle, voglio augurarvi di avere quell’attitudine di saper attendere con il sorriso qualcosa che non sembra arrivare mai e che forse poi neanche arriverà ma che pur non arrivando non vi avrà reso la bocca troppo amara.

Il mio augurio

Vi auguro di possedere la famosa GOOD ATTITUDE WHILE WAITING perché spesso mentre sostiamo sulla strada su cui ostinatamente ci siamo prefissi di camminare se ne apre un’altra che è quella inaspettatamente giusta per noi, e solo con lo zucchero che si scioglie in bocca e libera endorfine al cervello avremmo il cuore e la testa predisposti a vederla, il coraggio di imboccarla e la gratitudine consequenziale per averla trovata.

Buon compleanno a me

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4 Comments

  • Reply Federica 8 Gennaio 2021 at 00:15

    Bellissimo questo tuo articolo Marta.
    Che fossi una donna speciale l’avevo capito, e con questo pezzetto della tua vita doloroso ma descritto con il giusto distacco mi confermi che chi ti sta vicino è fortunato. Auguri splendore!

    • Reply Marta 8 Gennaio 2021 at 02:18

      Grazie di cuore😊.Seppur con fatica alla fine ho avuto sempre fortuna. Sudata fortuna o atteggiamento positivo che aiuta gli eventi? Non so, ma sono grata alla vita sempre. Felice di averti “incontrata” su instagram Federica📿

  • Reply ReginadelleCrete 28 Ottobre 2020 at 09:50

    Commossa… si dice sia il viaggio a fare il viaggiatore. Questi passi di pazienza sono l’augurio più bello, per te, per voi. Buoni passi sempre, Marta!

    • Reply Marta 28 Ottobre 2020 at 09:57

      Grazie davvero 🫂

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