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La scuola ci sarà?

4 Ottobre 2020
La scuola ci sarà?

La scuola ci sarà? non credo di non conoscere qualcuno che abbia figli che in questo momento non si stia interrogando sull’imminente inizio dell’anno scolastico. Tanti i dubbi, tante le perplessità, tante le paure.. poche certezze. A me personalmente è uscita la psoriasi e devo dire che ho una figlia sola di 5 anni e forse meno complicazioni di molti con cui mi trovo a parlare. Questo piccolo articolo nasce dopo aver raccolto appunto le paure, le ansie, i dubbi, le incertezze di molte donne e uomini che non sanno cosa aspettarsi… io lo so? Ma certo che no… ho la psoriasi ed ingurgito tisane relax ma sono qui solo per condividere come ho deciso di regolarmi al riguardo. Piano A, Piano B, Piano C… e tanti piani di riserva. Perché io pianifico solo per appagare il mio bisogno di ordine mentale e per non essere colta dal “panico dell’impreparazione.

Piano A: la scuola ci sarà e riapre

Si il Piano A prevede che la scuola ci sarà e riaprirà con il distanziamento, con le mascherine sopra i 6 anni, i gel igienizzanti delle mani, i termometri all’ingresso della scuola e prevede che tutto fili liscio. I nostri pargoli passeranno con i loro grembiulinizainettipenne e quadernidiari e matite colorate un anno pseudo-normale e didatticamente esaustivo. Mi affretto a comperare tutto il materiale didattico prima che la richiesta superi l’offerta e tenterò di accaparrarmi i migliori prodotti con il rapporto qualità prezzo più conveniente. Gioco di anticipo e mi auguro che vada così.

Piano B: La scuola riapre e richiude

Se putacaso i contagi aumentassero lo scenario che ci troveremmo a rivivere sarà quello di Marzo. Ma questa volta potremmo essere più preparati. Tralasciando l’aspetto psicologico della cosa, perchè già lacrime di sangue rigano le nostre guance, le magagne di aspetto puramente pratico ahinoi le conosciamo:

  • difficoltà di gestire spazi adeguati per tutti i componenti della famiglia
  • connessione internet adeguata per coprire le esigenze di tutti
  • tablet e pc da condividere
  • mille app da scaricare e mail da inviare come piccioni viaggiatori
  • Whatsapp impazziti
  • bambini, ragazzi, anziani, cani e gatti da gestire praticamente ed emotivamente

Ok concediamoci un pianto tutti insieme ed un abbraccio di gruppo collettivo ed iniziamo questa partita… perchè la vinceremo noi eccome se la vinceremo. La scuola ci sarà ma tra le mura domestiche 😥

Gestione della didattica scolastica a casa

Non siamo professori o maestre e non dobbiamo diventarlo. Secondo il mio punto di vista l’unica cosa da fare, per chi ha imparato a conoscermi è quasi scontato, è dare delle regole quotidiane e rispettarle. Il rigore non sarà sostituto di una didattica efficace ma può essere un ottimo coautore nel rafforzarla.

  • Sveglia rigorosa
  • vestirsi come se si andasse a scuola, mettere anche il grembiule se necessario
  • non perdere neanche una lezione online
  • controllare la sera che i compiti siano stati svolti ed inviati
  • stabilire un colloquio con cadenza regolare ma non asfissiante con gli insegnanti
  • prendere appunti sui punti di forza e debolezza dei ragazzi
  • trovare una catena di aiuto laddove per tempo o non competenza non possiamo arrivare

Sapete che esistono dei siti dove gratuitamente o per pochi soldi molti professori o studenti universitari fanno lezioni online? dove si può imparare una lingua gratis semplicemente insegnando noi la nostra in cambio. Questa è la mia idea di uso intelligente del web, poi se vogliamo continuare a condividere il pane e la pizza e le canzoni sul balcone, facciamolo pure ma non facciamo solo quello.

Spegniamo la tv e stacchiamo la spina 

Mia figlia ha 5 anni e mi preoccupa non poco sia il danno emotivo che una chiusura delle scuole possa portare sia l’ansia che non abbia una giusta prescolarizzazione. Questo anno si è rifiutata di fare lezione online (a 4 anni sfido io) e si è immalinconita molto, nonchè spaventata per via di tutti quegli spot sul lavarsi le mani e virus inquietanti che mettevano ansia a me figuriamoci a lei. La tv già non la guardiamo mai, questo anno non la abbiamo mai accesa. Preferisco il web con programmi scelti di puro diletto, con messaggi positivi e con fini ludico didattici. La sto preparando, senza esagerare ad eventuali cambiamenti, e mi sto organizzando con mia sorella (che ha due bambini) degli spazi dedicati per lavori creativi ed attività motorie da poter fare in casa, in garage ovunque si possa creare uno spazio tutto loro che permetta di avere così degli spazi nostri.

Il tavolo creativo per i più piccoli

Voglio essere chiara su questo punto, non tutti hanno lo stesso portafoglio, non nascondiamoci dietro un dito, quindi non è detto che si debbano acquistare per forza centinaia di euro di materiale e mobilia super montessoriana, ognuno sa cosa può fare, l’importante è l’ordine e l’organizzazione dello spazio che immediatamente invoglino i nosti figli e nipoti a mettersi all’opera.

Che tu abbia la possibilità di acquistare un tavolo KidKraft o un Hartleys o un Mukako o un tavolino Ikea non è importante quanto il fatto che sia chiaro che prioritario sia costruire uno spazio dedicato ai lavori creativi e che sia altamente organizzato per permettere sia al bambino di comprendere il gioco in modo logico creando dei confini didattici definiti sia alla mamma al papà alla nonna alla zia alla tata a chi si occupa di loro insomma di riordinare in modo rapido ed indolore per il sistema nervoso. Si dia il libero ingresso a:

Insomma facciamo in modo che questo anno non lasci dei buchi enormi

La scrivania per i più grandi

Passiamo alla scuola elementare, alle medie ed alle superiori. Qui il lavoro non è da meno, i ragazzi si fanno furbi e se vogliono lavorano poco o niente. Non è sempre possibile controllarli e farli concentrare. Creare uno spazio accogliente può aiutare, una scrivania sarebbe l’ideale ma se lo spazio scarseggia anche il tavolo della cucina può andare bene basta saperlo rendere funzionale per quel tempo necessario a seguire la lezione e a fare i compiti. Spegnete la tv, lo stereo ed i social per l’amor del cielo!

Il materiale deve essere a portata di mano: portapenneastucciopc o tablet, caricatore, quaderni, libri della materia in questione, bottiglietta d’acqua. Prima dell’inizio della scuola fate un po’ di decluttering, buttate ciò che non serve, ciò che è rotto o terminato. Fate una scorta della cartoleria e stipatela lontano dai vostri bimbi e ragazzi in modo da poter velocemente sopperire alle richieste urgenti “mamma la penna blu non scrive, il quaderno è finito la mia vita è un disastro!”Raccoglitori come se piovessero, per le creazioni “artistiche” dei più piccoli, per i quaderni, per i blocchi di appunti. Etichettate, catalogate e avrete meno tempo da perdere dietro uno o più figli che approfittano della vostra presenza (con un insegnante non lo farebbero mai). E qualche opera magna!Buttatela. Mia figlia produce lo stesso disegno in più versioni manco fosse un’impressionista! Fate attenzione però ai disegni più belli, ai racconti più significativi, ad una frase particolarmente centrata, quelli teneteli heart sono ricordi preziosi, segni di passi importanti, non dobbiamo perdere i dettagli.

Piano C: alternanza

Potremmo trovarci invece di fronte ad una scuola alternata, un po’ da casa un po’ in presenza… qui l’unica cosa che mi viene in mente è che i precedenti consigli andranno ad incrociarsi. Diventerà fondamentale aver fatto spazio nelle nostre case in questo periodo di fine agosto, aver preparato il materiale scolastico, aver fatto un planning familiare molto chiaro, aver costruito una buona rete di sostegno attorno a noi fatta anche di servizi online di supporto psicologico e professionale per quanti si trovassero soli nel gestire ogni cosa. 

Conclusioni apparenti

C’è poco da concludere, ho voluto scrivere questo articolo più per farmi una mappa mentale di ciò che devo fare che per dare sfogo a filosofiche elucubrazioni mentali. Ho fatto il punto di tutti i discorsi che in maniera più o meno leggera sento riaffiorare sulla bocca di tutti, su quelle bocche nascoste dalle mascherine, che diciamocelo, troncano le parole e non fanno capire metà dei ragionamenti! Che poi tutti sti ragionamenti lasciano il tempo che trovano, non sappiamo nulla e dobbiamo vivere il presente. Io voglio pensare che saremo sia bravi a seguire le regole che il buonsenso ci impone sia bravi ad affrontare il nuovo che avanza e l’incerto che accompagna e come dice la mia amica di instagram Paola Faravelli: io speriamo che me la cavo!

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